Oggi la Gazzetta dello Sport ha pubblicato questo mio articolo: https://www.gazzetta.it/Sport-Vari/14-07-2020/ufc-tagliato-feucht-simpatie-neonaziste-380372393766.shtml

Posto qui di seguito il testo originale che avevo mandato in redazione e che è stato pubblicato in maniera molto rimaneggiata. Lo faccio ricollegandomi a quest’altro articolo che ho scritto oggi in mattinata:
http://www.team-versus.com/2020/07/14/la-versus-querela-paolo-berizzi/

Il mio scopo non è schierarmi con nessuno anzi è l’esatto opposto. Ho sempre creduto che il mondo dello sport dovrebbe seguire gli antichi ideali di Olimpia, quando le polis greche tra loro in guerra siglavano una tregua per poter competere ai sacri giochi. Oggi è utopistico, me ne rendo conto, ma vorrei che almeno il mondo dello sport si compattasse contro quelli che lo vogliono usare in modo strumentale per colpire i loro avversari politici.

FUORI LA POLITICA DALLE PALESTRE!!!

Sta facendo sensazione il taglio del tedesco Timo Feucht da parte di UFC. L’atleta doveva combattere domani alla Fight Night: Kattar vs. Ige ad Abu Dhabi ed era stato annunciato solo la settimana scorsa. La notizia non avrebbe però catturato l’attenzione della stampa mondiale se non fosse per la presunta motivazione cioè l’appartenenza di Feucht a gruppi neonazisti. Scriviamo presunta in quanto al momento non c’è un comunicato ufficiale da parte della promotion. La notizia è stata data dal sito MMA Fighting che cita non specificate “fonti interne all’UFC”. Riguardo invece ai presunti legami con gruppi estremisti il portale cita solo alcuni siti dell’estrema sinistra tedesca che indicano Feucht tra i 250 fermati per gli scontri dopo una manifestazione contro l’immigrazione a Lipsia a gennaio del 2016 e tra i 40 arrestati del settembre dello stesso anno a Gera in Turingia per possesso illegale d’armi. Appare però singolare che sui media locali non ci sia traccia di questi arresti. Di norma eventi del genere suscitano vasto clamore in Germania, soprattutto nelle cittadine di provincia. E anche cercando in tedesco il nome di Timo Feucht abbinato a parole chiave come “condannato” o “processato” si torna sempre e solo a quei (pochi) blog d’estrema sinistra.

Da parte sua l’atleta si è difeso con un comunicato su facebook dove rigetta ogni accusa ed ammette solamente di aver fatto parte da adolescente degli ultras del Lokomotive Lipsia, una tifoseria classificata di estrema destra: “C’è stato un tempo nella mia vita in cui non ero l’atleta e il papà responsabile che sono ora…Ero un tifoso fanatico e sconsiderato ma … Nel 2018 è nato mio figlio ed ho capito che era ora di cambiare vita … ho iniziato ad allenarmi alla Allstars in Svezia con atleti provenienti da ogni nazionalità…ho un membro della famiglia arabo musulmano a cui sono molto legato… Lo sport mi ha portato sulla strada giusta…”. Ed in effetti nel suo team sono numerosi gli atleti extraeuropei e di fede islamica come ad esempio Nico Musoke, Reza Madadi, Hamza Bougamza o Zelim Zubairev. Sulla sua pagina Facebook praticamente solo foto con la famiglia o in attività, comprese diverse immagini con atleti di colore. Tra quest’ultimi anche il camerunense di scuola italiana Simon Biyong con il quale avrebbe dovuto combattere lo scorso aprile in Germania. Il match saltò pochi giorni prima ed anche allora si parlò di una decisione politica ma sempre senza nessun comunicato ufficiale. “Di persona sembra un bravo ragazzo” commenta oggi sui social il coach di Biyong.

Lo scorso gennaio il portale specializzato cagesidepress.com lo aveva inserito nella lista dei “10 Massimi Leggeri che UFC non dovrebbe lasciarsi scappare”. Ha un record di 8-1 con 4 successi per Ko e 4 per finalizzazione. Ha perso solo contro l’ex UFC Klidson Abreu nel 2017. Da allora ha vinto altri due match, l’ultimo con un altro ex FC fighter, Jeremy Kimball.

L’unico legame “politico” di Feucht è col suo ex maestro Benjamin Brinsa, atleta con una storia assai simile. Nel 2013 anche lui venne tagliato da UFC prima dell’esordio in quanto “nazista”. L’accusa era stata lanciata dall’oggi scomparso sito di MMA cagepotato.com. Anche in quel caso le fonti erano solo alcuni siti dell’estrema sinistra tedesca. Dopo settimane di polemiche UFC lo tagliò nonostante le dichiarazioni del presidente Dana White: “Non voglio saltare a conclusioni, c’è molta gente che condivide i post e finisce col rovinare la vita di questi ragazzi. Andremo a fondo alla questione, se è vero sarà tagliato”. Non se ne parlò più salvo che in una intervista allo stesso Brinsa del novembre successivo In essa confermava di non avere saputo più nulla da UFC e ribadiva la sua versione iniziale ovvero di essere sì un ultras del Lokomotive ma di non essere mai stato in organizzazioni neonaziste (oggi invece è consigliere comunale a Wurzen in Bassa Sassonia di area AFD, movimento euroscettico presente al Bundestag ed all’Europarlamento). Ribadiva inoltre di non aver mai subito nessuna condanna e di aver querelato i siti che avevano lanciato la campagna contro di lui.

In rete intanto fans e addetti ai lavori sono divisi. C’è chi dice “fuori la politica dallo sport”, per altri invece Feucht deve pagare. Qualcuno per contro sottolinea che non risultano reati commessi dall’atleta ne la partecipazione attiva a gruppi politici ed altri infine pensano che, se anche fosse vero ma ha cambiato vita, al ragazzo va data una seconda possibilità. Non da ultimo alcuni ricordano l’amicizia tra Dana White e Trump e parlano apertamente di una manovra per attaccare il presidente in un momento politico molto particolare negli USA attraversati da fortissime polemiche sul tema del razzismo.

GUIDO COLOMBO