Abbiamo deciso di scrivere quest’articolo perché ci occupiamo di tutte le discipline indicate nel titolo e siamo a settembre, mese in cui molta gente decide di (ri)cominciare un’attività sportiva. Secondo recenti statistiche una fetta sempre maggiore di queste persone si orienta verso le arti marziali nel senso più ampio del termine, dalle MMA all’Aikido passando per Judo e Kickboxing. Vogliamo qui riassumere le più comuni MOTIVAZIONI SBAGLIATE in base alle quali giovani e meno giovani scelgono cosa e dove praticare. Prima però una doverosa premessa: praticare uno sport, in particolare le arti marziali, richiede tempo, soldi e fatica. Negli sport di contatto anche qualche rischio in più. Affidarsi a persone poco qualificate quando non del tutto incompetenti, prive di senso della responsabilità, con pochi scrupoli, che non si fanno problemi a far soldi sulla pelle degli atleti significa rimetterci in salute e portafoglio.

1 E’ la più vicina a casa/Giorni ed orari sono comodi per me/Ci va già un mio amico o il mio ragazzo/a Come sottolineato nella nostra premessa dovrete dedicare a quest’attività tempo, soldi e fatica. La vicinanza della struttura è quindi un criterio di scelta secondario. Cercherò ovviamente un posto non troppo lontano. Tra due di pari livello è chiaro che opterò per il più vicino e ci sta anche scegliere un insegnante un po’ meno qualificato, soprattutto se non si hanno ambizioni agonistiche, purché garantisca il minimo di preparazione e di serietà richiesti dal ruolo.

2 Fanno la disciplina che va di moda oggi. Non ha senso fare qualcosa solo per moda, deve piacerci, non si tratta di indossare una maglietta di una marca piuttosto che un’altra, ma di faticare ed impegnarsi. Informatevi sulla disciplina o discipline che li vengono praticate. Leggete ma soprattutto guardate i video su internet, non solo quelli delle gare ma anche degli allenamenti. Dovete farvi un’idea di cosa vi aspetta e capire se è quello che cercate. Ad esempio: vorrei tanto imparare a tirare calci volanti o a fare proiezioni? Ad usare le armi tradizionali o fare difesa personale? Voglio un intenso impegno atletico o un’intensità medio bassa della preparazione fisica?

3 La palestra è bella. Ovviamente nessuno sogna uno scantinato senza riscaldamento e pieno di muffa ma l’aspetto “estetico” della struttura vuol dire poco. Ci sono palestre ultramoderne gestite da incapaci ed ottimi tecnici che si devono arrangiare in vecchie palestre comunali come può naturalmente accadere anche l’esatto contrario. La palestra deve avere le attrezzature minime indispensabili per poter svolgere l’attività prevista: sacchi, colpitori e tatami sono l’essenziale. Vediamo purtroppo corsi di “MMA” in palestre senza o con pochissimi metri di tatami. O palestre di sport da ring senza nemmeno un sacco e a malapena un paio di colpitori. E’ ovvio che in posti del genere non vale la pena andare nemmeno gratis. I pesi, a meno che non siate dei professionisti, non servono. La sauna ancora meno.

4 E’ la più economica. Sicuramente non viviamo in un’epoca economicamente florida ed alcune categorie, in primis gli studenti, hanno da sempre penuria di fondi. Detto questo, è chiaro che 20 euro in più o in meno, se non siamo davvero indigenti, non possono rappresentare una reale differenza nel bilancio mensile. Vale anche per gli studenti, un paio di uscite in meno al mese con gli amici (andando invece in palestra) ed i 20 euro sono già più che recuperati. E’ un sacrificio? Crediamo sia molto peggio buttare 30 euro al mese (oltre a tempo e fatica) in una pessima palestra anziché 50 in una buona. Ricordatevi bene che state facendo in primo luogo un’attività fisica, se andate nel posto sbagliato rischiate la vostra salute.

5 L’insegnante è bello/grosso/tatuato/etc. Le arti marziali non sono l’alta moda e l’aspetto estetico non ha rilevanza. Un insegnante giovane ed atletico dimostra solo il suo impegno in palestra (sperando che siano muscoli “naturali”) ma non dice nulla delle sue capacità. Anzi, sicuramente non avrà molta esperienza, i maestri ventenni (se sono veri maestri) non esistono. Tenete ben presente che più l’istruttore è anziano più ha esperienza, sia di tecnica sia di metodologia d’insegnamento. Di contro però non potrà avere il fisico di un ventenne. Le vecchie palestre di boxe erano piene di Maestri acciaccati ed abbondantemente in sovrappeso ma sapevano preparare i loro atleti.

6 L’insegnante ha vinto tanto. Ciò dimostra la sua preparazione tecnica ma ad essa non è affatto detto che corrisponda la capacità di insegnare. Molti grandi campioni nel ruolo di allenatori hanno fallito mentre uno dei migliori coach di MMA del mondo, Greg Jackson, non ha mai combattuto in nessuna disciplina. L’abilità di un insegnante non è dimostrata dalle sue vittorie ma da quelle dei suoi atleti. Se queste mancano è più probabile che sia colpa sua che degli allievi.

6 Bis: E’ un campione di judo quindi può insegnare MMA, è un campione di karate quindi può insegnare Kickboxing e così via. Ogni disciplina ha le sue specificità, essere bravi in una, anche vagamente simile, non significa esserlo automaticamente in un’altra. Si possono sia praticare sia insegnare discipline diverse, questo si, a patto però di poter dimostrare di aver avuto un adeguato cammino formativo in ognuna di esse. In pratica, l’essere campione di karate non mi abilità ad insegnare K1 o l’essere campione di judo ad insegnare MMA.

7 L’insegnante si allena con gli allievi. Palestra assolutamente da evitare! Un maestro si allena solo con altri maestri. Vale la massima “o alleni o ti alleni”. Fare bene entrambe le cose non è possibile. Allenarsi bene richiede concentrazione, non si può farlo se si devono costantemente controllare X persone che hanno bisogno di continue correzioni e cambi d’esercizio. Chi fa questo finisce per far male entrambe le cose. Ciò in genere è tipico di chi apre un corso solo per potersi tenere in allenamento ma non è seriamente preoccupato dell’apprendimento degli allievi. Più è avanzata l’età dell’insegnante più la cosa ha meno senso: un atleta di 20 anni non può avere lo stesso livello di preparazione fisica di una persona di 40 per quanto tecnicamente preparata. In questo gli sport da combattimento insegnano: nessun pugile o kickboxer o fighter di MMA fa sparring col suo maestro. Se ciò accade è solo perché il “maestro” è ancora giovane, in attività ed ha un livello tecnico superiore. In questi casi è sensato che ci siano sessioni di sparring tra insegnante e allievo. Diversamente vale quanto espresso in queste ultime righe e nel precedente punto 5.

8 L’insegnante ha tanti diplomi. Quanti anni ha? da quanti pratica? In trent’anni di arti marziali allenandosi tutti i giorni di cose se ne possono fare tante. Oggi grazie ad internet è abbastanza facile documentarsi. Cercate informazioni sull’insegnante e su chi gli ha rilasciato i diplomi ma soprattutto ricordate, se è una disciplina che prevede competizioni ciò che conta non sono i diplomi ma i trofei in bacheca.

9 Ti portano a combattere in breve tempo. Bisogna vedereperò con che risultati. Atenti perché ci sono in giro molti incompetenti che buttano letteralmente al macello i loro allievi. In generale, è improbabile essere pronti per un incontro/gara dopo pochi mesi di pratica. I risultati si ottengono con tanto allenamento ed allo stesso tempo il ragionamento “ma si prova, tanto non è a contatto pieno” non ha senso. Fare una gara senza nessuna possibilità di successo è stupido e serve solo a demoralizzare gli atleti.

10 L’ambiente è “esaltante”. O di esaltati? C’è una bella differenza. Chi si dà troppe arie, chi parla sempre male degli altri, chi tratta gli allievi come le reclute di “full metal jacket”, chi cerca sempre di far male al compagno di allenamento, chi posta le foto con l’occhio nero sui social dopo gli allenamenti, chi fa proclami del tipo “arriviamo e spacchiamo tutti” ed altre cose del genere non è uno sportivo e nemmeno una persona seria.